Viaggio Apostolico di Papa Francesco negli Emirati Arabi Uniti (3-5 febbraio 2019) – Visita alla St. Joseph Cathedral e Santa Messa nello Zayed Sports City di Abu Dhabi

Visita in privato alla St. Joseph Cathedral

Articoli per il Natale - Holyart.it

Santa Messa nello Zayed Sports City di Abu Dhabi

Visita in privato alla St. Joseph Cathedral

Questa mattina, prima di lasciare la Residenza, il Santo Padre Francesco ha salutato, oltre al personale dell’ Al Mushrif Palace , il Nunzio Apostolico negli Emirati Arabi Uniti e Delegato Apostolico della Penisola Arabica, S.E Mons. Francisco Montecillo Padilla, con i familiari e un gruppo di frati cappuccini e di sacerdoti del Vicariato, accompagnati da S.E. Mons. Paul Hinder, O.F.M. Cap., Vicario Apostolico dell’Arabia del Sud. Quindi si è trasferito in auto alla St. Joseph Cathedral , una delle due chiese cattoliche di Abu Dhabi.

Al Suo arrivo il Papa è stato accolto dal Vicario Apostolico dell’Arabia del Sud, dal Vicario Generale e dal Parroco. Quindi, mentre veniva intonato un canto, Papa Francesco è entrato in processione nella Cattedrale all’interno della quale si trovava una rappresentanza della comunità cattolica composta da circa 300 fedeli. S.E. Mons. Hinder ha presentato al Papa la comunità di fedeli presenti e il Santo Padre, rivolgendo loro un breve saluto, ha affermato che è per lui una grande gioia visitare le giovani chiese come quella presente negli Emirati e ha ringraziato i fedeli per la loro testimonianza.

Dopo aver deposto sull’altare un omaggio floreale donatogli da una famiglia e dopo un breve momento di raccoglimento, Papa Francesco ha benedetto i presenti e si è trasferito in auto allo Zayed Sports City per la celebrazione della Santa Messa.

[00175-IT.01]

Santa Messa nello Zayed Sports City di Abu Dhabi

Omelia del Santo Padre

Saluto finale del Santo Padre

Dopo la visita alla St. Joseph Cathedral di Abu Dhabi, il Santo Padre Francesco si è trasferito allo Zayed Sports City per la celebrazione della Santa Messa, alla quale hanno partecipato fedeli cattolici di 100 diverse nazionalità e circa 4 mila musulmani. Dopo il giro in papamobile tra i fedeli, alle ore 10.30 locali (7.30 ora di Roma), il Papa ha celebrato la Santa Messa “Per la pace e la giustizia” [in inglese e latino]. Dopo la proclamazione del Vangelo, ha pronunciato l’omelia.

Al termine della Celebrazione Eucaristica, S.E. Mons. Paul Hinder, O.F.M. Cap., Vescovo titolare di Macon e Vicario Apostolico dell’Arabia del Sud, ha rivolto un breve saluto al Santo Padre. Quindi, prima della Benedizione finale, il Papa ha rivolto ai circa 180 mila fedeli e pellegrini presenti dentro e fuori lo stadio alcune parole di saluto e di ringraziamento.

Subito dopo il Santo Padre ha lasciato lo Zayed Sports City e si è trasferito in auto all’Aeroporto Presidenziale di Abu Dhabi per la cerimonia di congedo dagli Emirati Arabi Uniti.

Pubblichiamo di seguito l’omelia e il saluto finale che il Papa ha pronunciato nel corso della Santa Messa:

Omelia del Santo Padre

Testo in lingua originale

Traduzione in lingua araba

Testo in lingua originale

Beati : è la parola con cui Gesù comincia la sua predicazione nel Vangelo di Matteo. Ed è il ritornello che Egli ripete oggi, quasi a voler fissare nel nostro cuore, prima di tutto, un messaggio basilare: se stai con Gesù, se come i discepoli di allora ami ascoltare la sua parola, se cerchi di viverla ogni giorno, sei beato. Non sarai beato, ma sei beato: ecco la prima realtà della vita cristiana. Essa non si presenta come un elenco di prescrizioni esteriori da adempiere o come un complesso insieme di dottrine da conoscere. Anzitutto non è questo; è sapersi, in Gesù, figli amati del Padre. È vivere la gioia di questa beatitudine, è intendere la vita come una storia di amore, la storia dell’amore fedele di Dio che non ci abbandona mai e vuole fare comunione con noi sempre. Ecco il motivo della nostra gioia, di una gioia che nessuna persona al mondo e nessuna circostanza della vita possono toglierci. È una gioia che dà pace anche nel dolore, che già ora fa pregustare quella felicità che ci attende per sempre. Cari fratelli e sorelle, nella gioia di incontrarvi, questa è la parola che sono venuto a dirvi: beati!

Ora, se Gesù dice beati i suoi discepoli, colpiscono tuttavia i motivi delle singole Beatitudini. In esse vediamo un capovolgimento del pensare comune, secondo cui sono beati i ricchi, i potenti, quanti hanno successo e sono acclamati dalle folle. Per Gesù, invece, beati sono i poveri, i miti, quanti restano giusti anche a costo di fare brutta figura, i perseguitati. Chi ha ragione, Gesù o il mondo? Per capire, guardiamo a come ha vissuto Gesù: povero di cose e ricco di amore, ha risanato tante vite, ma non ha risparmiato la sua. È venuto per servire e non per essere servito; ci ha insegnato che non è grande chi ha, ma chi dà. Giusto e mite, non ha opposto resistenza e si è lasciato condannare ingiustamente. In questo modo Gesù ha portato nel mondo l’amore di Dio. Solo così ha sconfitto la morte, il peccato, la paura e la mondanità stessa: con la sola forza dell’amore divino. Chiediamo oggi, qui insieme, la grazia di riscoprire il fascino di seguire Gesù, di imitarlo, di non cercare altro che Lui e il suo amore umile. Perché sta qui, nella comunione con Lui e nell’amore per gli altri, il senso della vita sulla terra. Credete a questo?

Sono venuto anche a dirvi grazie per come vivete il Vangelo che abbiamo ascoltato. Si dice che tra il Vangelo scritto e quello vissuto ci sia la stessa differenza che esiste tra la musica scritta e quella suonata. Voi qui conoscete la melodia del Vangelo e vivete l’entusiasmo del suo ritmo. Siete un coro che comprende una varietà di nazioni, lingue e riti; una diversità che lo Spirito Santo ama e vuole sempre più armonizzare, per farne una sinfonia. Questa gioiosa polifonia della fede è una testimonianza che date a tutti e che edifica la Chiesa. Mi ha colpito quanto Mons. Hinder disse una volta e cioè che non solo egli si sente vostro Pastore, ma che voi, con il vostro esempio, siete spesso pastori per lui. Grazie di questo!

Vivere da beati e seguire la via di Gesù non significa tuttavia stare sempre allegri. Chi è afflitto, chi patisce ingiustizie, chi si prodiga per essere operatore di pace sa che cosa significa soffrire. Per voi non è certo facile vivere lontani da casa e sentire magari, oltre alla mancanza degli affetti più cari, l’incertezza del futuro. Ma il Signore è fedele e non abbandona i suoi. Un episodio della vita di sant’Antonio abate, il grande iniziatore del monachesimo nel deserto, ci può aiutare. Per il Signore aveva lasciato tutto e si trovava nel deserto. Lì, per vario tempo fu immerso in un’aspra lotta spirituale che non gli dava tregua, assalito da dubbi e oscurità, e pure dalla tentazione di cedere alla nostalgia e ai rimpianti per la vita passata. Poi il Signore lo consolò dopo tanto tormento e sant’Antonio gli chiese: «Dov’eri? Perché non sei apparso prima per liberarmi dalle sofferenze? Dove eri?». Allora percepì distintamente la risposta di Gesù: «Io ero qui, Antonio» (S. Atanasio, Vita Antonii , 10). Il Signore è vicino. Può succedere, di fronte a una prova o ad un periodo difficile, di pensare di essere soli, anche dopo tanto tempo passato col Signore. Ma in quei momenti Egli, anche se non interviene subito, ci cammina a fianco e, se continuiamo ad andare avanti, aprirà una via nuova. Perché il Signore è specialista nel fare cose nuove, sa aprire vie anche nel deserto (cfr Is 43,19).

Cari fratelli e sorelle, vorrei dirvi anche che vivere le Beatitudini non richiede gesti eclatanti. Guardiamo a Gesù: non ha lasciato nulla di scritto, non ha costruito nulla di imponente. E quando ci ha detto come vivere non ha chiesto di innalzare grandi opere o di segnalarci compiendo gesta straordinarie. Ci ha chiesto di realizzare una sola opera d’arte, possibile a tutti: quella della nostra vita. Le Beatitudini sono allora una mappa di vita : non domandano azioni sovraumane, ma di imitare Gesù nella vita di ogni giorno. Invitano a tenere pulito il cuore, a praticare la mitezza e la giustizia nonostante tutto, a essere misericordiosi con tutti, a vivere l’afflizione uniti a Dio. È la santità del vivere quotidiano, che non ha bisogno di miracoli e di segni straordinari. Le Beatitudini non sono per superuomini, ma per chi affronta le sfide e le prove di ogni giorno. Chi le vive secondo Gesù rende pulito il mondo. È come un albero che, anche in terra arida, ogni giorno assorbe aria inquinata e restituisce ossigeno. Vi auguro di essere così, ben radicati in Cristo, in Gesù e pronti a fare del bene a chiunque vi sta vicino. Le vostre comunità siano oasi di pace.

Infine, vorrei soffermarmi brevemente su due Beatitudini. La prima: «Beati i miti» ( Mt 5,5). Non è beato chi aggredisce o sopraffà, ma chi mantiene il comportamento di Gesù che ci ha salvato: mite anche di fronte ai suoi accusatori. Mi piace citare san Francesco, quando ai frati diede istruzioni su come recarsi presso i Saraceni e i non cristiani. Scrisse: «Che non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio e confessino di essere cristiani» ( Regola non bollata , XVI). Né liti né dispute – e questo vale anche per i preti – né liti né dispute: in quel tempo, mentre tanti partivano rivestiti di pesanti armature, san Francesco ricordò che il cristiano parte armato solo della sua fede umile e del suo amore concreto. È importante la mitezza: se vivremo nel mondo al modo di Dio, diventeremo canali della sua presenza; altrimenti, non porteremo frutto.

La seconda Beatitudine: «Beati gli operatori di pace» (v. 9). Il cristiano promuove la pace, a cominciare dalla comunità in cui vive. Nel libro dell’Apocalisse, tra le comunità a cui Gesù stesso si rivolge, ce n’è una, quella di Filadelfia, che credo vi assomigli. È una Chiesa alla quale il Signore, diversamente da quasi tutte le altre, non rimprovera nulla. Essa, infatti, ha custodito la parola di Gesù, senza rinnegare il suo nome, e ha perseverato, cioè è andata avanti, pur nelle difficoltà. E c’è un aspetto importante: il nome Filadelfia significa amore tra i fratelli . L’amore fraterno. Ecco, una Chiesa che persevera nella parola di Gesù e nell’amore fraterno è gradita al Signore e porta frutto. Chiedo per voi la grazia di custodire la pace, l’unità, di prendervi cura gli uni degli altri, con quella bella fraternità per cui non ci sono cristiani di prima e di seconda classe.

Gesù, che vi chiama beati, vi dia la grazia di andare sempre avanti senza scoraggiarvi, crescendo nell’amore «fra voi e verso tutti» ( 1 Ts 3,12).

[00176-IT.02] [Testo originale: Italiano]

Traduzione in lingua araba

طوبى: هي الكلمة التي يبدأ بها يسوع عظته في إنجيل متى. وهي اللازمة التي يكرّرها اليوم، وكأنه يريد ان يثبِّت في قلبنا، قبل كلِّ شيء، رسالة أساسيّة: إذا كنتَ مع يسوع، إن كنتَ كالتلاميذ تحبّ أن تصغي إلى كلمته، إن كنت تسعى لعيشها يوميًّا فأنت قد نلت الطوبى. لن تنال الطوبى في المستقبل وإنما قد نلتها منذ الآن: هذه هي الحقيقة الأولى للحياة المسيحية. فهي ليست لائحة وصفات خارجية ينبغي القيام بها أو مجموعة عقائد علينا أن نعرفها. ليس الأمر هكذا؛ بل هي أن نعرف أننا، بيسوع، أبناء محبوبون من الآب. إنها عيش فرح هذه الطوبى، وفهم الحياة كقصّة حبّ، قصّة حبّ الله الأمين الذي لا يتركنا أبدًا ويريد أن يقيم معنا شركة على الدوام. هذا هو سبب فرحنا، فرح لا يمكن لأيّ شخص في العالم أو لأيّ ظرف أن ينتزعه منّا. إنه فرح يعطي سلامًا حتى في الألم، فرح يجعلنا منذ الآن نتذوّق تلك السعادة التي تنتظرنا للأبد. أيها الإخوة والأخوات الأعزّاء، في فرح لقائكم، هذه هي الكلمة التي جئت لأقولها لكم: طوبى لكم!

لقد وجّه يسوع التطويبات لتلاميذه، لكن ما يدهشنا إنما هو سببُ كلٍّ مِن هذه التطويبات. فيها نرى انقلابًا جذريًّا للفكر العام، الذي وبحسبه ينال الطوبى الأغنياء والمقتدرون والناجحون وتهتف لهم الجموع. أما بالنسبة ليسوع فطوبى للفقراء والودعاء والذين يحافظون على برّهم حتى لو تركوا انطباعًا سيئًا، وطوبى للمُضطهدين. مَن هو على حقّ إذًا، يسوع أم العالم؟ لكي نفهم علينا أن ننظر إلى الطريقة التي عاش فيها يسوع: عاش فقيرًا بالأشياء وغنيًّا بالمحبّة، لقد شفى العديد من الأشخاص ولكنّه لم ينقذ حياته. جاء ليَخدُم ولا ليُخدَم؛ علّمنا أن العظيم ليس الذي يملك وإنما الذي يُعطي. عادل ووديع، لم يقاوم وسمح بأن يُحاكم ظُلمًا. بهذه الطريقة، حمل يسوع إلى العالم محبّة الله. هكذا فقط تغلّب على الموت والخطيئة والخوف وروح العالم: بقوّة المحبّة الإلهيّة فقط. لنطلب اليوم، هنا معًا، نعمة إعادة اكتشاف جمال اتّباع يسوع والتشبُّه به، وعدم البحث عن شيء آخر غيره وغير محبّته المتواضعة. لأنه عبر الشركة معه وعبر محبّة الآخرين نجد معنى الحياة على الأرض. هل تؤمنون بهذا؟

لقد جئت أيضًا كي أشكركم على طريقة عيشكم للإنجيل الذي سمعناه. يُقال إنه بين الإنجيل المكتوب والإنجيل المعاش نجد الفرق عينه بين الموسيقى المكتوبة والموسيقى المعزوفة. أنتم هنا تعرفون لحن الإنجيل وتعيشون حماس نغمته. أنتم جوقة تتضمّن تنوّع جنسيّات ولغات وطقوس؛ تنوّع يحبّه الروح القدس ويريد على الدوام أن ينسّقه ليصنع منه سمفونية. وسمفونية الإيمان الفَرِحَة هذه والمتعدّدة الأصوات هي شهادة تعطونها للجميع، وتبني الكنيسة. لقد تأثرتُ بما قاله لي المطران هيندر ذات مرّة، أي أنه لا يشعر فقط أنّه راعيكم وإنما أنكم بمثالكم غالبًا ما تكونون رعاةً له، شكرًا على هذا!

إن العيش كمن استحقوا الطوبى واتّباع درب يسوع لا يعني أن نكون مبتهجين على الدوام. فالذي يمرّ بضيقة أو يعاني بسبب الظلم أو يجتهد ليكون صانع سلام يعرف ما معنى الألم. من المؤكّد أنه ليس سهلاً بالنسبة لكم أن تعيشوا بعيدين عن البيت وأن تشعروا ربما، بالإضافة إلى افتقاركم للعواطف الغالية، بمستقبل غير أكيد. لكنّ الربّ أمين ولا يترك خاصّته أبدًا. قد يساعدنا حدث من حياة القدّيس أنطونيوس الكبير مؤسّس الحياة الرهبانية في الصحراء. كان قد ترك كلّ شيء من أجل الربّ وذهب إلى الصحراء، وهناك ولزمن طويل غاص في جهادٍ روحيّ متواصل، إذ كانت تعتريه الشكوك والظلمة وكان يتعرّض لتجربة السقوط في الحنين والتحسّر على الحياة الماضية. بعدها عزاه الربّ، بعد عذاب كبير فسأله القدّيس أنطونيوس: "أين كنتَ، لماذا لم تأتِ لتحريري من الآلام؟ أين كنتَ؟". ففهم عندها بوضوح جواب يسوع: "لقد كنتُ هنا يا أنطونيوس" (القديس أثناسيوس، حياة القديس أنطونيوس ، 10). إن الربّ قريب. قد يحصل أن نفكّر أننا وحدنا إزاء تجربة ما أو فترة صعبة حتى بعد زمن طويل قضيناه مع الربّ. لكن في تلك اللحظات، حتى ولو لم يتدخّل فورًا، هو يسير إلى جانبنا، وإن تابعنا المضيّ قدمًا فسيفتح دربًا جديدة. لأنّ الربّ اختصاصيٌّ في القيام بأمور جديدة ويعرف كيف يجعل في البرية طريقًا (را. أش 43، 19).

أيها الإخوة والأخوات الأعزاء، أريد أن أقول لكم أيضًا إن عيش التطويبات لا يتطلّب أعمالًا باهرة. لننظر إلى يسوع: لم يترك شيئًا مكتوبًا ولم يبنِ شيئًا مهيبًا. وعندما قال لنا كيف ينبغي أن نعيش، لم يطلب منا أن نقوم بأعمال كبيرة أو بأفعال فائقة الطبيعة. لقد طلب منا أن نحقق تحفة فنيّة واحدة، في متسع الجميع، وهي حياتنا. فالتطويبات إذًا هي خريطة حياة: لا تتطلّب أعمالاً خارقة وإنما أن نتشبّه بيسوع في الحياة اليوميّة. هي تدعو للمحافظة على نقاوة القلب، وللعيش بوداعة وعدالة بالرغم من كلِّ شيء، ولأن نكون رحماء مع الجميع ونعيش الضيقات متّحدين بالله. إنها قداسة الحياة اليوميّة التي لا تحتاج لأعاجيب ولعلامات خارقة. فالتطويبات ليست لبشر خارقين وإنما لمن يواجه تحديات وتجارب كلِّ يوم. والذي يعيشها وفقًا ليسوع يجعل العالم أنقى. إنها كالشجرة التي، حتى في أرض قاحلة، تمتص الهواء الملوّث وتعطي الاوكسجين. أتمنّى لكم أن تكونوا هكذا، متجذّرين جيّدًا في المسيح، في يسوع ومستعدّين لفعل الخير لكلِّ من هم بجواركم. لتكن جماعاتكم واحات سلام.

في الختام، أريد أن أتوقّف بشكل وجيز عند تطويبتين. الأولى "طوبى للودعاء" (متى 5، 5). لا يستحقّ الطوبى من يهاجم أو يتسلَّط، وإنما من يحافظ على تصرّف يسوع الذي خلّصنا: وديع أيضًا إزاء الذين يتّهمونه. يطيب لي أن أذكر القدّيس فرنسيس عندما أعطى الإخوةَ التعليماتِ حول كيفيّة الذهاب إلى المسلمين وغير المسيحيّين إذ كتب: "عليهم أن يبتعدوا عن الشجار والخلافات، ويخضعوا لكلِّ خليقةٍ بشريّةٍ محبّةً بالله ويعترفوا بأنّهم مسيحيّون". لا شجار ولا خلاف -وهذا ينطبق أيضًا على الكهنة- لا شجار ولا خلاف: في ذلك الزمن فيما كانوا ينطلقون لابسين أدرعة ثقيلة، ذكّر القدّيس فرنسيس أنَّ المسيحي ينطلق مسلَّحًا فقط بإيمانه المتواضع ومحبّته الملموسة. إن الوداعة مهمّة: إن عشنا في العالم بحسب أسلوب الله فسنصبح قنوات لحضوره، وإلّا فلن نثمر.

التطويب الثاني: "طوبى لِلسَّاعينَ إِلى السَّلام". إنَّ المسيحي يعزّز السلام، بدءًا من الجماعة التي يعيش فيها. في سفر الرؤيا، ومن بين الجماعات التي يتوجّه إليها يسوع، نجد جماعة فيلادلفيا، التي أعتقد أنها تشبهكم. إنها كنيسة لا يوبِّخها الربّ على شيء بعكس الكنائس الأخرى. فهي في الواقع قد حفظت كلمة يسوع بدون أن تُنكر اسمه، وثابرت أي مضت قُدمًا حتى في الصعوبات. وهناك جانب مهمّ: الاسم فيلادلفيا يعني المحبّة بين الإخوة. المحبّة الأخويّة. إن الكنيسة التي تثابر على كلمة يسوع وعلى المحبة الأخوية هي مقبولة من الربّ وتثمر. أطلب لكم نعمة المحافظة على السلام والوحدة والاعتناء ببعضكم البعض عبر تلك الأخوّة الجميلة التي لا يوجد فيها مسيحيون من فئة أولى وآخرون من فئة ثانية.

وليمنحكم يسوع، هو الذي يوجّه إليكم التطويبات، نعمة المضي قدمًا على الدوام بدون أن تفقدوا العزيمة، فتنموا في المحبة "لبَعضِكم الِبَعْضٍ ولِجَميعِ النَّاسِ" (1 تس 3، 12).

[00176-AR.02] [Testo originale: Italiano]

Saluto finale del Santo Padre

Testo in lingua originale

Traduzione in lingua araba

Testo in lingua originale

Prima di concludere questa celebrazione, che mi ha dato tanta gioia, desidero rivolgere il mio saluto affettuoso a tutti voi che avete partecipato: fedeli caldei, copti, greco-cattolici, greco-melchiti, latini, maroniti, siro-cattolici, siro-malabaresi, siro-malancaresi.

Ringrazio vivamente Monsignor Hinder per la preparazione di questa visita e per tutto il suo lavoro pastorale. Un “grazie” caloroso ai Patriarchi, agli Arcivescovi Maggiori e agli altri Vescovi presenti, ai Sacerdoti, alle persone consacrate e ai tanti laici impegnati con generosità e spirito di servizio nelle comunità e con i più poveri.

La nostra Madre Maria Santissima vi custodisca nell’amore alla Chiesa e nella gioiosa testimonianza del Vangelo. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Grazie!

[00182-IT.01] [Testo originale: Italiano]

Traduzione in lingua araba

قبل أن أختتم هذا الاحتفال، الذي سرّني للغاية، أودّ أن أوجّه تحيّاتي القلبيّة لكم جميعًا أنتم الذين شاركتم به: المؤمنين الكلدان، والأقباط، والروم-الكاثوليك، والروم-الملكيّين، واللاتين، والموارنة، والسريان-الكاثوليك، والسريان-المالابار، والسريان-المالانكار.

أشكر بحرارة المطران هيندر على التحضير لهذه الزيارة، وعلى جميع أعماله الرعوية.

"شكرًا" جزيلًا للبطاركة، ولرؤساء الأساقفة، وللأساقفة الآخرين الموجودين، وللكهنة، وللأشخاص المكرّسين، وللعديد من العلمانيّين الملتزمين بسخاءٍ وبروح الخدمة، في الجماعات وتجاه الفقراء. أشكر عِيال زايِد في دارِ زايَد.

لتحفظكم أمّنا مريم الكليّة القداسة في حبّ الكنيسة وفي الشهادة الفرحة للإنجيل. من فضلكم لا تنسوا أن تصلّوا من أجلي. شكرًا!

[00182-AR.02] [Testo originale: Italiano]

[B0099-XX.02]

from Bollettino Sala Stampa della Santa Sede http://bit.ly/2ScBq2Y

Iscriviti Gratis!

Ricevi le notizie importanti via email

Sono consapevole che le email sono gestite con MailChimp ( more information )

La tua privacy è importante: non diffonderemo mai il tuo indirizzo email. In ogni momento potrai annullare l'iscrizione

Bollettino Santa Sede

Dal 24 giugno 2019 la pubblicazione del bollettino è sospesa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.